Art. 26.

 

La nazionalità delle navi di ciascuna delle Alte Parti contraenti sarà accertata secondo le leggi e i regolamenti dello Stato al quale le navi appartengono.

 

Le Alte Parti contraenti accetteranno, per la prova del tonnellaggio delle rispettive navi, i certificati di stazza rilasciati in conformità alle leggi di quello dei due Stati al quale le navi appartengono.

 

Art. 27.

 

Il Governo italiano consente che il Governo cecoslovacco, previ accordi con esso, usi del porto di Trieste quale porto di armamento delle navi mercantili appartenenti ai sudditi cecoslovacchi.

 

La concessione di porto di armamento non esonera le navi predette dalla osservanza delle disposizioni generali e speciali che regolano la permanenza delle navi nel porto, sia nelle zone di operazione commerciale, sia nelle zone destinate al soggiorno delle navi in ripara­zione, in allestimento o in disarrno.

 

Le navi cecoslovacche, durante la perma­nenza in porto, saranno, inoltre, tenute alla osservanza di tutte le norme di polizia por­tuale che sono affidate alle autorità marit­time.

 

L'uso degli impianti ed arredamenti por­tuali di Trieste da parte della Cecoslovacchia resta regolato da speciale convenzione.

 

Art. 28.

 

I sudditi di ciascuna delle Alte Parti con­traenti saranno liberi di fare uso nei territori dell'altra, alle stesse condizioni e pagando le stesse tasse dei nazionali, delle strade maestre e altre vie, dei canali, delle chiuse, delle barche da passo, dei ponti, dei ponti girevoli, dei porti e punti di sbarco, dei segnali e fuochi che servono a indicare le acque navi­gabili, dei piloti, delle gru e dei pesi publici, dei magazzini e degli stabilimenti per il salva­taggio e il deposito del carico di navi ed altri oggetti, in quanto tali stabilimenti o istitu­zioni siano destinati ad uso del pubblicco siano essi amministrati dallo Stato o da privati.

 

Salvo i regolamenti particolari sui fari e fa­nali o sul pilotaggio, non sarà riscossa nessuna tassa quando non sia stato fatto realmente uso di questi stabilimenti o istituzioni.

 

Art. 29.

 

Gli abitanti dei territori delle due Alte Parti contraenti, i loro bagagli e le loro mercanzie, sarrano trattati sulle strade ferrate alla stessa stregua, tanto nei riguardi del prezzo e del modo di trasporto, quanto in quelli dei termini di resa e delle imposte e tasse pubbliche.

Art. 30.

 

Le Alte Parti contraenti avranno cura che il traffico reciproco delle strade ferrate situate nel loro territorio sia agevolato per quanto possibile e s'impegnano a provvedere perchè le rispettive amministrazioni ferroviarie cu­rino la stipulazione di accordi fra di loro e con le amministrazioni ferroviarie di Stati inter­medi per la formazione di tariffe dirette per i trasporti di persone, bagagli e merci, e per la corrispondenza dei treni, in modo da sod­disfare alle esigenze di tali trasporti.

 

Art. 31.

 

Qualora una delle Alte Parti contraenti avesse a stipulare con un terzo Stato accordi di tariffe cumulative per trasporti ferroviari fra il proprio territorio e quello dello stesso terzo Stato, attraverso il territorio dell'altra Alta Parte contraente, quest'ultima sarà te­nuta a concorrere alla formazione di dette tariffe cumulative.

 

Le due Alte Parti contraenti s'impegnano ad accordarsi reciprocamente i prezzi di tra­sporto che, sulle strade ferrate e sulle vie navigabili, fossero in vigore per trasporti d'un terzo Stato; in ogni caso di applicare ai trasporti di una delle due Alte Parti con­traenti, in transito sul proprio territorio, dei prezzi ragionevoli. Tuttavia la Cecoslovacchia faciliterà il transito delle derrate alimentari di produzione italiana accordando loro i prezzi più ridotti che sulla stessa linea e nella stessa direzione sono dati dalle tariffe interne.

 

Art. 32.

 

Le Alte Parti contraenti s'impegnano, allo scopo d'impedire la propagazione della fillos­sera, di applicare, rispetto alle importazioni reciproche, i provvedimenti fissati dalla con­venzione internazionale di Berna del 3 no­vembre 1881 e dalla dichiarazione addizionale del 15 aprile 1889.

 

Art. 33.

 

Le Alte Parti contraenti si comunicheranno reciprocamente tute le restrizioni del traffico stabilite per causa di polizia sanitaria.

 

Art. 34.

 

Le Alte Parti contraenti si impegnano a dare applicazione alla Convenzione inter­nazionale di Parigi del 29 maggio 1883 per la tutela della proprietà industriale, riveduta a Washington il 2 giugno 1911, come a qual­siasi Convenzione internazionale che parti­colarmente riguardi i brevetti d'invenzione, a cui esse aderissero.

 

Le Alte Parti contraenti si impegnano, inoltre, a dare applicazione alla Convenzione internazionale di Berna del 9 settembre 1886 per la tutela delle opere letteriare e artistiche, riveduta a Berlino il 13 novembre 1908 e com­pletata dal Protocollo aggiuntivo, firmato a Berna il 20 marzo 1914.

 

Art. 35.

 

Le dua Alte Parti contraenti si impegnano ad aprire, al più presto possibile, le negozia­zioni per concludere uno ò più accordi speciali allo scopo di assicurare ai lavoratori di uno dei due Paesi nel territorio dell'altro ed ai loro aventi diritto, l'eguaglianza di trattamento coi nazionali per tutto ciò che concerne l'appli­cazione delle leggi relative alla protezione del lavoro, alla assistenza medica ed ospedaliera, alle assicurazioni sociali contro i diversi rischi, all'istruzione e alla libertà di asso­ciazione e di organizzazione professionale.

Art. 36.

 

Le Alte Parti contraenti s'accordano reci­procamente il diritto di nominare dei consoli in tutti i porti e in tutte le piazze commer­ciali dei territori dell'altra Alta Parte con­traente nei quali sono ammessi i consoli di un terzo Stato.

 

Questi consoli di una delle Alte Parti con­traenti godranno, sotto condizione di reci­procità, nei territori dell'altra, di tutte le prerogative, facoltà ed esenzioni di cui go­dono e godranno in avvenire i consoli di un'altra Potenza qualunque.

 

Per quanto concerne però l'esenzione dalle imposte dirette si è d'accordo che solo i con­soli di carriera potranno godere di questa esenzione, purchè, tuttavia, non siano sudditi dell'Alta Parte contraente nei territori della quale dovranno esercitare le loro funzioni e in nessun caso con maggiore estensione dei rap­presentanti diplomatici delle Alte Parti con­traenti.

 

I detti agenti riceveranno dalle autorità lo­cali ogni aiuto ed assistenza che è o sarà concessa in seguito agli agenti della nazione più favorita, per l'estradizione dei marinai e dei soldati facenti parte dell'equipaggio delle navi di una delle Alte Parti contraenti, che avessero disertato nei territori dell'altra.

 

Art. 37.

 

Qualora sorgessero fra le Altre Parti con­traenti controversie intorno all'interpreta­zione ed all'applicazione delle clausole del pre­sente trattato, tali controversie saranno re­golate, se una delle Alte Parti contraenti ne fa domanda, mediante arbitrato.

Per ogni controversia il tribunale arbitrale sarà composto nel modo seguente: le due Alte Parti contraenti nomineranno ciascuna, come arbitro, fra i loro sudditi, una persona com­petente e s'intenderanno sulla scelta di un terzo arbitro, suddito di un terzo Stato amico.

 

Le Alte Parti contraenti si riservano di de­signare anticipatamente e per un periodo da determinarsi la persona che eserciterà in caso di litigio le funzioni di terzo arbitro.

 

Art. 38.

 

Il presente trattato entrerà in vigore alla data dello scambio delle ratifiche e rimarrà esecutorio fino al 31 dicembre 1925.

Nel caso in cui nessuna delle Alte Parti con­traenti notificasse 12 mesi prima della sca­denza, la sua intenzione di farne cessare gli effetti, il trattato resterà obbligatorio fino allo spirare di un anno a partire dal giorno in cui o l'una o l'altra delle Alte Parti con­traenti l'avrà denunciato.

 

Art. 39.

 

Il presente trattato, redatto in due esem­plari, uno in lingua italiana, l'altro in lingua ceca, sarà ratificato e le ratificazioni saranno scambiate a Roma più presto che sarà possi­bile.

 

In caso di divergenza farà fede il testo in italiano come lingua nota a tutti i Plenipo­tenziari.

 

In fede di che i Plenipotenziari predetti hanno sottoscritto il presente trattato e vi hanno apposti i loro sigilli.

 

Fatto a Roma, il 23 marzo 1921.

 

(L. S.) Lodovico Luciolli m. p.

(L. S.) Angelo di Nola m. p.

(L. S.) Zdeněk Fierlinger m. p.

(L. S.) Zdeněk Fafl m. p.