Protocollo finale

 

annesso al Trattato di commercio e di navi­gazione

fra l'Italia e la Cecoslovacchia.

 

Al momento di procedere alla sottoscri­zione del Tratato di commercio e di naviga­zione conchiuso in data d'oggi fra l'Italia e la Cecoslovacchia, i Plenipotenziari sottoscriti hanno fatto le riserve e dichiarazioni se­guenti, che dovranno formare parte inte­grante del Trattato stesso:

 

Ad articolo 3.

 

Le carte di legittimazione industriale dovranno essere stabilite conformemente all modello qui unito in allegato A e redatte in italiano o in cecoslovacco con traduzione in francese.

 

Le Alte Parti contraenti si daranno reci­procamente conoscenza delle autorità incari­cate di rilasciare la carta di legittimazione, come pure delle disposizioni alle quali i viag­giatori devono conformarsi nell' esercizio del loro commercio.

 

Gli oggetti passibili di diritti doganali che saranno importati come campioni dai viaggia­tori di commercio, saranno, dall'una e dall'altra parte, ammessi in esenzione dai dazi di entrata e di uscita, a condizione che questi oggetti, senza essere stati venduti, siano riesportati nel termine di dodici mesi e che l'identità degli oggetti importati e riesportati non sia dubbia, quallunque sia del resto l'ufficio doganale dal quale essi passino alla loro uscita.

 

La riesportazione dei campioni dovrà esse­re garantita all'entrata nei due paesi, o col deposito dell'ammontare dei diritti di dogana rispettivi o con cauzione.

 

Spirati i termini regolamentari, l'ammon­tare dei diritti, secondo che sia stato deposi­tato o garantito, sarà acquisito al Tesoro o ricuperato per suo conto, eccetto che non sia data la prova che in tale termine i campioni o modelli furono riesportati.

 

Se, prima della scadenza del termine regola­mentare, i campioni o modelli sono presentati a una dogana competente per essere rie­sportati, la dogana dovrà accertarsi che gli oggetti che le sono presentati sono identicamente quelli per i quali fu rilasciato il per­messo di entrata.

 

Se non v'è dubbio al riguardo, la dogana accerterà la riesportazione e restituirà la som­ma dei diritti depositati all'atto dell'importa­zione o prenderà i provvedimenti necessari per lo scarico della cauzione.

 

Non si esigeranno dall'importatore spase di sorta, ad eccezione delle tasse di bollo per il rilascio del certificato o permesso, nonchè per l'apposizione delle marche destinate ad assicurare l'indentità dei campioni o modelli.

 

Ad articolo 9.

 

I certificati di origine potranno emanare dallAutorità governativa dal luogo di espor­tazione o dall'Ufficio di dogana di spedizione sia all'interno, sia alla frontiera, o dalla Ca­mera di commercio e industria competente o da un agente consolare e potranno essere anche sostituiti dalla fattura se i Governi rispettivi lo credessero conveniente.

 

In casi dubbi il Governo del paese importa­tore potrà esigere che i certificati stessi siano vidimati dal proprio agente consolare avente giurisdizione sul luogo dal quale le merci sono state spedite.

 

Ad articolo 11.

 

Resta inteso cha la libertà di esercitare il commercio d'importazione, di esportazione e di transito non potrà essere sottoposta ad altre restrizioni che quelle che saranno cau­sate da difficoltà tecniche del momento.

 

Ad articolo 15.

 

La sopratassa che le birre in botti o in bottiglie pagano, alla entrata in Italia, a ti­tolo di equivalente dell imposta interna, sarà riscossa, a scelta dell'importatore, sia in base a una ricchezza saccarometrica di sedici gradi al massimo, sia in base alla ricchezza zucche­rina alcoolica accertata secondo una formola stabilita di comune accordo e che deve ga­rantire la perequazione fra la sopratassa sulle birre importate e la tassa riscossa sulle birre fabbricate in paese.

 

Nel caso che, in seguito a domanda dell'im­portatore, la sopratassa dovesse riscuotersi in base alla ricchezza zuccherina e alcoolica accertata, i certificati di analisi rilasciati in Cecoslovacchia dagli istituti a ciò autorizzati, saranno riconosciuti dalle autorità italiane.

 

Le birre accompagnate da tali certificati non saranno sottoposte a nuove analisi, pur­chè risulti dai detti certificati che il grado saccarometrico del mosto originale sia stato accertato secondo la detta formola e che si siano osservate le regole di analisi che sa­ranno fissate di comune accordo fra i Governi rispettivi, anche in considerazione degli inter­essi sanitari.

 

I certificati saranno compilati in lingua italiana o francese secondo il modello qui annesso in allegato B.

In caso di dubbio fondato, è riservato all'Amministrazione italiana delle dogane il diritto di verificare l'analisi delle birre am­messe a fruire dell'importazione in base ai certificati.

 

Gli istituti autorizzati al rilascio dei certifi­cati previsti dalle disposizioni precedenti sa­ranno designati di comune accordo fra i Ge­verni rispettivi.

 

Ad articolo 24.

 

In ogni caso, le navi cecoslovacche potranno passare da uno ad altro o a più porti italiani, sia per scaricarvi in tutto o in parte il loro carico proveniente dall'estero, sia per com­porre o completare il loro carico destinato all'estero.

 

Ad articolo 31.

 

§ 1. - Restano fermi, nei riguardi dei trasporti considerati in questo articolo e nell'articolo 30, gl'impegni stabiliti nell'art. 3 del Trattato di Sèvres de1 10 agosto 1920 tra l'Italia, la Polonia, la Romania, lo Stato S. H. S. e la Cecoslovacchia.

 

§ 2. - Con le parole "prezzi ragionevoli" si vuol dire prezzi tali da non ostacolare il transito, ossia prezzi stabiliti su basi tarif­farie chilometriche non superiori a quelle normali valevoli per il transporto all'interno delle stesse merci.

 

Per "derrate alimentari" si intendono le voci compresse nelle tariffe speciali nn. 55 e 56 dei servizi internazionali italiani, con l'aggiunta delle voci seguenti: "carni insac­cate, miele e vino". Si è convenuto inoltre che i "fiori freschi" siano da considerare, in quanto al trattamento in transito, alla stessa stregua delle "derrate alimentari".

 

Il presente protocollo, che sarà considerato come approvato e sancito dalle Alte Parti contraenti, senz'altra ratificazione speciale, per il solo fatto dello scambio delle ratifica­zioni del trattato al quale si riferisce, è stato steso in doppio esemplare, uno in lingua italiana, l'altro in lingua ceca.

 

Nel caso di divergenza farà fede il testo in italiano come lingua nota a tutti i Pleni­potenziari.

 

Fatto a Roma, il 23 marzo 1921.

 

(L. S.) Lodovico Luciolli m. p.

(L. S.) Angelo di Nola m. p.

(L. S.) Zdeněk Fierlinger m. p.

(L. S.) Zdeněk Fafl m. p. Allegato A.

 

CARTA DI LEGITTIMAZIONE INDUSTRIALE

PER VIÁGGIATORI DI COMMERCIO

 

Per l'anno.....................

N. della carta...................

(Stemma)

 

IL PORTATORE.

(Cognome e nome.)

 

(Luogo) il............... 19......

(Sigillo)

(Firma dell'autorità)

 

Con la presente si certifica che il portatore di questa carta:

- possiede (qualità della fabbrica o della casa di commercio) a.............................................

sotto il nome di..............................................

(oppure):

- è in qualità di viaggiatore di commercio al servizio della casa........................a....................

che ivi possiede una (indicare la fabbrica o la casa di commercio).

Il portatore desiderando raccogliere commissioni e fare acquisti di merci per conto della suddetta ragione sociale come pure per conto della/e ragione/i sociale/i seguente/i...................... ..................................................si certifica inoltre che per l'esercizio del commercio della/e suddetta/e ragione/i sociale/i le imposte regolamentari in vigore si devono pagare in questo paese.