Art. 3.

 

Per le operazioni marittimo-commerciali che riflettono la merce che transiterà l'Hangar o verrà depositata sullo spazio scoperto, inoltre anche per le operazioni che riflettono il rimanente traffico cecoslovacco che non po­tesse essere capito dagli impianti ceduti in uso, i Magazzini Generali assicurano tutte le agevolazioni che saranno concesse all'altro traffico comune per operazioni analoghe e un trattamento - anche in materia di tariffe - ­non meno favorevole di quello fatto ad altri traffici in generale e al traffico italiano in ispecie.

 

In particolare i mezzi di sbarco e di solle­vamento (grù), l'acqua potabile e di consumo, l'energia per l'illuminazione o per gli altri ser­vizi gestiti dai Magazzini Generali saranno concessi colla massima larghezza consentita dalle circostanze e alle condizioni in uso per il traffico generale e in ispecie per il traffico italiano. Per lo svolgimento dei varii servizi dei Magazzini Generali, inerenti al traffico predetto, il personale dei Magazzini Generali sarà a disposizione, in orario o fuori orario, entro gli stessi limiti che avranno vigore per gli altri traffici, compreso il traffico italiano.

 

L'opera d'estinzione di eventuali incendi verrà curata, dagli organi a ciò chiamati, nel miglior modo consentito dalle circostanze, coll'intento di ridurre il danno al minimo possibile.

 

Art. 4.

 

Qualora il regolare funzionamento dell' Hangar 55 fosse reso impossibile per guasti dell'edificio o degli impianti ad esso pertinenti, e in conseguenza di ciò, risultasse ne­cessario di trasportare le merci destinate all'esportazione in un altro Hangar o altrove, l'Amministrazione dei Magazzini Generali fa­ciliterà in ogni modo al commercio cecoslo­vacco questo compito e concederà una ridu­zione proporzionale e, se del caso, la restitu­zione totale del canone d'affitto.

 

In questo caso i carri ferroviari saranno messi a disposizione e trainati a prezzo di costo.

 

Art. 5.

 

L'Hangar 55 viene ceduto al Governo ceco­slovacco in propria gestione alle modalità che seguono.

 

Il Governo cecoslovacco o chi per esso aprirà e chiuderà l'Hangar a mezzo dei suoi propri organi e ne custodirà le chiavi assu­mendo l'intera ed esclusiva responsabilità per le merci ivi depositate.

 

Il Governo cecoslovacco o chi per esso dovrà osservare i regolamenti e le prescrizioni vi­genti per gli hangars in generale.

Per le operazioni relative alle merci di cui agli articoli precedenti, in particolare per le operazioni di sbarco, imbarco, consegna, ca­ricazione o scaricazione, stivaggio e tramuta­mento, ecc. il Governo cecoslovacco ricorrerà esclusivamente ai lavoratori del porto dipen­denti dai Magazzini Generali o da questi de­signati a norma dei regolamenti e delle tariffe valevoli in quella data epoca.

 

Gli organi dei Magazzini Generali o gli altri organi del Governo italiano a ciò competenti avranno in qualunque momento libero accesso nell'Hangar.

 

Il Governo cecoslovacco dovrà notificare, sia per scopi statistici, sia per altri scopi pre­visti dalle leggi e dai regolamenti vigenti, in ogni momento i dati sulle merci accolte nell'Hangar o ivi manipolate, salvo quanto costi­tuisca segreto d'affari.

Resta riservato ai Magazzini Generali il di­ritto di chiedere la restituzione temporanea, verso rimborso pro rata dell'affitto anticipato, degli spazi non sfruttati dell'Hangar 55 o delle aree per deposito carbone, qualora tali spazi, per un periodo continuato, non fossero con­venientemente sfruttati. All'uopo verranno presi necessari accordi di dettaglio col rappre­sentante locale della Repubblica cecoslovacca, restando inteso che in questo caso si evitera la comunanza di merce che possa comunque danneggiare le merci cecoslovacche che re­stassero in deposito.

 

Circa la responsabilità per la sorveglianza s'andrà d'accordo di volta in volta.

 

Art. 6.

 

Per l'immagazzinamento e la manipolazione di materiale esplosivo, infiammabile, corro­sivo o nocivo, si osserveranno le norme a pre­scrizioni in vigore in ogni dato momento.

 

Art. 7.

 

La manutenzione dell'Hangar 55 e degli impianti, d'esercizio spetta ai Magazzini Ge­nerali entro i limiti vigenti per i magazzini da essi affittati a privati.

 

L'assicurazione dell' edificio va a carico dei Magazzini Generali, che potranno effettuarla o meno secondo il proprio discernimento.

 

La manutenzione delle rive, banchine e degli spazi scoperti spetta all'Amministrazione ita­liana, che la curerà secondo il proprio libero discernimento.

 

Art. 8.

 

Per l'uso dell'Hangar il Governo cecoslo­vacco o chi per esso corrisponderà ai Magazzini Generali il canone d'affitto corrispon­dente, secondo le tariffe vigenti in ogni dato momento, a quelle prescritte per l'affittanza ad anno dei piani terreni dei magazzini affit­tati a ditte private (presentemente venti lire per metro quadrato della superficie utile ad anno). L'affitto sarà corrisposto in rate tri­mestrali anticipate.

 

Eventuali aumenti d'affitto a pari tariffa avranno vigore, agli effetti del presente con­tratto, soltanto tre mesi dopo effettuatane la notifica al Consolato cecoslovacco.

 

Per lo spazio scoperto si pagherà il tasso previsto dalle tariffe vigenti in ogni dato mo­mento per l'affittanza di spazi scoperti (pre­sentemente centesimi trenta per metro qua­drato e mese).

 

Art. 9.

 

L'affittanza si intende conclusa per anni due a partire dal 1° gennaio 1921 e si consi­dera prolungata automaticamente di anno in anno qualora non seguisse regolare disdetta da intimare ai Magazzini Generali da un lato e al Consolato Generale cecoslovacco di Trieste dall'altro, sei mesi prima della sca­denzà dell'anno.

 

Art 10.

 

Qualora l'Hangar 55 e lo spazio scoperto di cui all'art. 1 non fossero sufficienti ad acco­gliere tutta la merce del traffico cecoslovacco o qualora questi impianti non fossero utilizza­bili, si provvederà per l'assegnazione d'un altro hangar o rispettivamente altro spazio scoperto, con la massima correntezza consen­tita dalle circostanze e alle modalità e tarife in uso per il traffico in generale.

 

Se possibile si preferirà l'assegnazione dell' Hangar 58.

 

Art. 11.

 

Per l'uso di ogni impianto o meccanismo, come pure per ogni servizio portuale, in quanto sia esercitato dallo Stato o da organi posti alla sua dipendenza o regolato da norme e tariffe soggette all'approvazione dello Stato, il Governo italiano garantisce al Governo cecoslovacco o a chi per esso le più favorevoli condizioni consentite ad altri e, ad ogni modo, parità di trattamento coi cittadini italiani.

 

L'Autorità marittima consentirà di prefe­renza l'ormeggio alla banchina prospicente l'Hangar 55 alle navi battenti bandiera ceco­slovacca o che devono eseguire operazioni commerciali nell'interesse della Cecoslovac­chia.

 

Art. 12.

 

Il Governo italiano, per la fornitura dei carri ferroviari necessari per il carico delle merci dirette in Cecoslovacchia, come per l'inoltro sollecito di essi, si rimette alle norme in vigore per lo scambio del materiale rota­bile in servizio internazionale e agli accordi già fissati nel Protocollo della Conferenza tenutasi a Graz il 14 maggio 1920, fra i rap­presentanti italiani, cecoslovacchi, del Regno S. H. S. ed austriaci.

 

Art. 13.

 

Nell'Hangar 55 verrà istituito un ufficio doganale cecoslovacco con sufficiente spazio, il quale, con propri funzionari, potrà eseguire le operazioni riflettenti il servizio doganale nei limiti fissati in separato protocollo.

 

I lavori di adattamento eventualmente necessari nei locali messi a disposizione di questo ufficio nell'Hangar suddetto verranno eseguiti d'accordo con l'Amministrazione dei Magazzini Generali.

 

L'Amministrazione doganale italiana per­mette che venga introdotto l'uso di una chiu­sura doganale di transito Cecoslovacco.

 

 

 

 

Il diritto delle autorità italiane di eseguire il servizio ed il controllo doganale, nonchè la polizia portuale, resta con ciò impregiudicato.

 

Per la indicazione dell' ufficio doganale ce­coslovacco potrà il medesimo ufficio servirsi di una leggenda in lingua ceca ed italiana e dei propri colori nazionali.

 

Art. 14.

 

In tutte le questioni riguardanti il traffico cecoslovacco di merci e viaggiatori, il Conso­lato Generale cecoslovacco a Trieste è compe­tente a trattare per la Cecoslovacchia agli effetti della presente Convenzione.

 

Il Consolato suddetto stipulerà gli oppor­tuni accordi con le amministrazioni interes­sate.